Trail delle Colline 4 ottobre 2026 · VIII Edizione
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Dal 2019 · Il Trail raccontato con i miei occhi

Ho visto crescere il Trail. E il Trail ha fatto crescere anche noi.

Nel 2019 era un’idea, una sfida e forse anche un po’ di sana incoscienza. Oggi il Trail delle Colline® continua a crescere, ma ciò che mi emoziona davvero non sono soltanto i numeri: sono le persone che, anno dopo anno, hanno scelto di farne parte.

Questa pagina non vuole spiegare nuovamente regolamenti, formule o storia dei Memorial. Per quello esistono pagine dedicate. Qui voglio raccontare quello che questo evento rappresenta per me: comunità, amicizia, inclusione, sport per tutti, solidarietà, volontariato, amore per l’ambiente, rispetto e valorizzazione della diversità.

Nel 2019 non sapevo quanto lontano ci avrebbe portato.

Ricordo soprattutto l’emozione di provare a mettere insieme sport, colline, volontariato e persone. C’erano autorizzazioni, logistica, sentieri da conoscere, problemi da risolvere e tante domande. Ma sotto tutto questo c’era un’idea molto semplice: creare qualcosa che appartenesse davvero alla comunità.

“Con il tempo ho capito che un evento cresce davvero non quando diventa più grande, ma quando aumenta il numero di persone che riesce a far sentire parte di qualcosa.”

Giovanni Mirabella

Ogni edizione ci ha tolto qualche certezza e regalato qualcosa in più.

Il Trail non è cresciuto seguendo una linea perfetta. È cresciuto affrontando imprevisti, ascoltando errori, incontrando persone e imparando a riconoscere ciò che vale davvero la pena proteggere.

2019

All’inizio c’era soprattutto il desiderio di provarci.

Volevamo portare le persone sulle nostre colline e costruire un evento capace di raccontare il territorio attraverso lo sport. Poi sono arrivati i volontari, gli atleti, le famiglie, le associazioni, le istituzioni e tutti quelli che hanno aggiunto un pezzo che noi, da soli, non avremmo mai potuto immaginare.

Crescita

Crescere ha significato imparare ad avere più responsabilità.

Più persone partecipano, più devi essere capace di ascoltare, organizzare, proteggere e spiegare. Ho imparato che non basta avere una bella idea: devi meritare la fiducia di chi si iscrive, di chi mette a disposizione il proprio tempo e di chi ci permette di attraversare il territorio.

Oggi

Oggi voglio che il Trail sia grande senza diventare distante.

Possiamo crescere nei numeri, nei servizi e nell’organizzazione, ma non voglio perdere il saluto all’arrivo, l’amico che aspetta un amico, il volontario che incoraggia uno sconosciuto, la famiglia che cammina insieme e quella sensazione che qui ogni persona conta davvero.

I valori non si dichiarano. Si riconoscono nei gesti.

Molte parole importanti rischiano di diventare slogan. Io preferisco pensare a ciò che vedo ogni anno sul campo: è lì che comunità, inclusione, amicizia e rispetto acquistano un significato concreto.

Comunità

Comunità è quando una persona fa qualcosa non perché ne riceverà un vantaggio, ma perché sa che servirà a qualcun altro. È il volontario che arriva presto, chi prepara, chi aspetta, chi incoraggia e chi rimane anche quando il pubblico se ne è già andato.

Amicizia

Una delle immagini che amo di più è vedere qualcuno rallentare per aspettare un amico. Lo sport ci insegna a migliorare noi stessi, ma l’amicizia ci ricorda che non sempre andare più forte significa arrivare più lontano.

Inclusione

Per me inclusione non significa costruire uno spazio separato per chi è diverso. Significa costruire un unico spazio capace di accogliere persone diverse. Nessuno deve sentirsi fuori posto perché ha un altro passo, un’altra età, un’altra storia o una fragilità.

Sport per tutti

Amo la competizione e rispetto chi si allena per cercare il proprio limite. Ma credo nello stesso modo nel diritto di vivere lo sport senza cronometro. Correre forte e camminare piano possono stare nella stessa giornata senza che l’uno tolga valore all’altro.

Solidarietà

Solidarietà è trasformare una presenza in qualcosa che rimane. Significa usare la forza di una comunità per sostenere persone, giovani, progetti e occasioni di crescita. È il momento in cui lo sport smette di essere soltanto attività e diventa responsabilità.

Valorizzazione della diversità

Ho imparato a non considerare la diversità un problema da gestire. È una ricchezza da rendere visibile. Persone differenti rendono l’evento più autentico perché ci costringono ad ascoltare, adattarci e guardare lo sport da prospettive che non sono soltanto le nostre.

Non voglio un Trail perfetto. Voglio un Trail umano.

Un evento senza imprevisti probabilmente non esiste. Quello che possiamo scegliere è il modo in cui reagiamo: con rispetto, pazienza, responsabilità e gentilezza. Voglio un Trail in cui si possa chiedere aiuto senza imbarazzo, in cui chi è più veloce rispetti chi è più lento e in cui nessuna differenza diventi una distanza tra le persone.

Per questo considero l’amicizia e la gentilezza valori sportivi esattamente quanto l’allenamento, la disciplina e la capacità di raggiungere un risultato.

Amo queste colline. E proprio per questo non voglio che il Trail le consumi.

Il territorio ci regala sentieri, panorami, boschi, salite, silenzi e quella bellezza che rende il Trail riconoscibile. Ma le colline non sono nostre. Le condividiamo con residenti, proprietari, agricoltori, animali, associazioni e persone che se ne prendono cura tutto l’anno. Per qualche ora siamo ospiti: dobbiamo comportarci come tali.

Rispetto dell’ambiente

Nessun rifiuto, nessun danno alla vegetazione, nessun disturbo inutile alla fauna e nessuna scorciatoia fuori dai passaggi autorizzati.

Cura dei sentieri

Dietro un percorso praticabile ci sono lavoro volontario, manutenzione, autorizzazioni e persone che conoscono e proteggono i luoghi.

Responsabilità personale

Plastic free, borraccia o bicchiere personale e attenzione ai propri comportamenti sono piccoli gesti che raccontano quale rapporto vogliamo avere con il territorio.

Il giorno in cui ho capito che non tutti devono partire dallo stesso posto.

L’uguaglianza non consiste nel dare a tutti la stessa cosa. A volte significa creare modi diversi di partecipare perché tutti possano vivere la stessa comunità. È questa la logica che voglio dietro la Camminata Inclusiva, i volontari, le famiglie e ogni scelta che prova ad abbassare una barriera.

Un posto per ciascuno

Non conta se vieni per una gara, per una camminata, per accompagnare qualcuno o per aiutare. Il valore della presenza non dipende dal pettorale. Voglio che il Trail continui a essere uno spazio in cui ogni persona possa trovare il proprio modo di esserci.

Scopri la Camminata Inclusiva

La diversità non si nasconde

Una comunità inclusiva non prova a rendere tutti uguali. Impara a convivere con differenze di età, abilità, esperienze, caratteri e tempi. È più difficile, ma anche più vero. Ed è il tipo di comunità sportiva che voglio continuare a costruire.

La vera misura del Trail sono le persone che regalano tempo agli altri.

Negli anni ho visto persone mettere gratuitamente a disposizione competenze, ore, energie e perfino giorni interi per qualcosa che non apparteneva soltanto a loro. Questo mi ha insegnato che il volontariato non è un supporto laterale all’evento: è una delle ragioni per cui l’evento ha un’anima.

“Ogni volta che vedo un volontario sorridere a un partecipante penso che, in quel momento, il Trail stia spiegando da solo che cosa significa comunità.”

Giovanni Mirabella
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Ricordare significa anche continuare a costruire.

La memoria è uno dei valori che hanno accompagnato il Trail fin dalle sue origini, ma qui non voglio ripetere storie che meritano uno spazio proprio. Marino Borca, Pierangelo Berruti e Fabio Santa sono raccontati nella pagina Memorial, dove abbiamo raccolto storia, fonti e significato delle dediche.

Scopri i Memorial

Se il Trail continuerà a crescere, dovrà diventare ancora più attento.

Non voglio misurare il futuro soltanto dal numero degli iscritti. Voglio capire se saremo stati capaci di proteggere meglio i sentieri, coinvolgere più persone, ascoltare chi ha bisogno, valorizzare i volontari e lasciare qualcosa di utile alla comunità.

Più cura del territorio

Crescere dovrà significare maggiore attenzione ai passaggi, alle aree naturali, ai residenti e alla capacità di restituire valore ai luoghi che ci ospitano.

Più ascolto

Ogni critica utile, ogni suggerimento e ogni difficoltà vissuta da un partecipante possono insegnarci qualcosa. Un evento maturo non è quello che non sbaglia: è quello che sa migliorare.

Più persone dentro, meno persone ai margini

Voglio continuare a chiederci chi non stiamo raggiungendo, chi incontra una barriera e cosa possiamo fare per rendere il Trail ancora più vicino ai valori di sport per tutti, inclusione e valorizzazione della diversità.

Dal 2019 continuiamo a camminare. E io spero che il bello debba ancora arrivare.

Ho visto il Trail cambiare, diventare più grande, più complesso e più conosciuto. Ma ciò che voglio proteggere è rimasto identico: l’idea che lo sport possa unire persone e territorio senza chiedere a nessuno di rinunciare alla propria diversità.

Voglio continuare a vedere atleti che si mettono alla prova, famiglie che camminano insieme, volontari che regalano tempo, amici che si aspettano, persone che scoprono le nostre colline per la prima volta e una comunità capace di accogliere. Se continueremo a crescere così, allora il Trail delle Colline non sarà semplicemente diventato più grande: sarà diventato più utile alle persone.

Giovanni Mirabella
Presidente ASD Hope Running APS · Project Manager Trail delle Colline