Patto di Futuro
Lasciare un’eredità, non soltanto organizzare un evento.
Dal 2019 ho capito una cosa: un Trail finisce quando l’ultimo partecipante arriva al traguardo, ma il suo valore resta solo se lascia qualcosa alla comunità. Per questo non voglio più parlare di semplici “impegni”. Voglio parlare di un patto: con i sentieri, con i giovani, con le persone fragili, con i volontari e con chi verrà dopo di noi.
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Il Patto del Sentiero
Ogni edizione dovrà restituire attenzione ai luoghi attraversati. Non solo il giorno della gara, ma anche prima e dopo: cura dei passaggi, ascolto dei residenti, rispetto delle aree naturali e una giornata simbolica di pulizia, presidio o manutenzione leggera insieme a volontari, associazioni e comunità locali.
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Giovani custodi del Trail
La memoria deve diventare futuro. La borsa di studio legata al Memorial Fabio Santa e il racconto del territorio possono trasformarsi in un percorso educativo: giovani, scuole, famiglie e associazioni chiamati a conoscere il valore dei sentieri, della sicurezza, dell’ambiente e dell’inclusione.
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L’abbraccio della diversità
Ogni anno il Trail dovrà chiedersi chi rischia di restare fuori e cosa possiamo fare per accoglierlo meglio. La Camminata Inclusiva “Un Passo verso l’Inclusione” non deve essere una formula laterale, ma il cuore visibile di un evento che abbraccia abilità, età, fragilità, storie e tempi diversi.
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Un Trail che non lascia ferite
Il percorso deve restare pulito, riconoscibile e rispettato. Bicchiere personale, ristori plastic free, nessun rifiuto sui sentieri, rimozione della segnaletica dopo l’evento e comunicazione chiara ai partecipanti devono diventare gesti identitari, non semplici regole tecniche.
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Il Bilancio del Bene Comune
Dopo ogni edizione voglio raccontare non solo quanti iscritti abbiamo avuto, ma quanto bene siamo riusciti a generare: ore di volontariato, persone coinvolte nella camminata, risorse destinate alla borsa di studio, rifiuti raccolti, bicchieri monouso evitati, collaborazioni nate e criticità da migliorare.
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La Carta del Passo Gentile
Chi corre, chi cammina, chi accompagna e chi fa volontariato entra in una comunità temporanea. La nostra regola più bella deve essere questa: rispettare chi è più veloce, chi è più lento, chi ha bisogno di aiuto, chi abita il territorio e chi lo attraversa per la prima volta.